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La Fiammella

STUDI ED APPROFONDIMENTI DI CULTURA INIZIATICA

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Amore e AMORE, sondaggio
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Francis_Drake

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italy
MessaggioInviato: Lun Apr 19, 09:48:09    Oggetto:  Amore e AMORE, sondaggio
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Cari tutti,

stamattina, il corsivo di Francesco Alberoni sul "Corriere della Sera" m’ha dato lo spunto per un nuovo “sondaggio” sull’ “amore” e anche sull’ “AMORE”, declinato alla grande in tutti i campi, perché no?

Sapete quanto apprezzi Alberoni e scommetto che Vi mancavano le mie citazioni dai suoi corsivi. Il suo titolo di oggi recita così: “All’amore serve la parola per sapere se è sincero”. E già questa “aggiunta”, quasi una “condizione” in senso giuridico, potrebbe dare l’impressione che l’Autore stia sviando il discorso, o deviandolo. Invece no. Vediamo perché:

<<… l’amore – scrive Alberoni – da uragano di sensazioni e di sentimenti, deve farsi logos, concetto, parola. Finché non so di amare e finché non dico “ti amo”, non amo pienamente. E finché non mi identifico con l’altro, non faccio mie la sua vita, la sua storia, le sue sensazioni e i suoi sogni, sono ancora nell’anticamera dell’amore…>>.

Già basta questo brano, ma Vi consiglio di leggervi il pezzo per intero, per allargare il discorso non solo all’amore, ma all’ AMORE, perfino in campo esoterico e non solo per le cosiddette vie mistiche o “unitive”. In fondo, non si parla e straparla continuamente di “amor fraterno” (magari, purtroppo, con il coltello nascosto nella manica)? E di “amore mistico”? Ma quale potrebbe essere la differenza tra questo e un possibile “amore iniziatico”?

Ricordo sempre 2-3 versi della canzone che accompagnò lo sceneggiato televisivo su “Leonardo” (quello interpretato dal grande Philippe Leroy):

<<Vola l’amante in ver l’amata
ma se l’amata è vile
l’amante si fa vile… >>.


Dice: ma come mai un tema così “umano”, e al tempo stesso “intimo”, viene dibattuto in questo spazio virtuale mediatico dedicato agli studi esoterici? Proprio perché, come “anticamera dell’esoterismo”, al sottoscritto sembra opportuno cercare di conoscere sé stessi e il prossimo che ci circonda nella nostra “vita di relazione” nel modo più umano e intimissimo possibile fino a scoprire una interiorità diversa e meno egoistica rispetto alle impressioni/sensazioni correnti.

Son qui, comunque, a dialogare e apprezzerò tutte le opinioni. Anche quelle degli Ospiti de “La Fiammella” che vorranno esporre altre teorie e/o convincermi del contrario.

Buona settimana!,

Francis_Drake
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Adv



MessaggioInviato: Lun Apr 19, 09:48:09    Oggetto: Adv






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Antall

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MessaggioInviato: Mar Apr 20, 19:27:34    Oggetto:  Amore e AMORE
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Caro Francis,
per ora mi limiterò a riportare questa antica storia:
"Ad un uomo fu dato il permesso di visitare il paradiso e l'inferno mentre era ancora in vita. Andò prima all'inferno, e lì vide una grande accolta di persone sedute a lunghe tavolate, imbandite di cibo ricco e abbondante. Eppure queste persone piangevano e stavano morendo di fame. Il visitatore ben presto ne vide la ragione: i cucchiai e le forchette che usavano erano più lunghi delle loro braccia, cosicché costoro erano incapaci di portare cibo alla bocca. Poi l'uomo andò in paradiso, e lì trovò la stessa situazione: lunghe tavolate imbandite con cibi di ogni genere; anche qui la gente aveva posate più lunghe delle braccia e anche qui non poteva portare cibo alla bocca; eppure avevano tutti l'aria di essere soddisfatti e ben nutriti. La spiegazione era semplice: anziché cercare di nutrire sé stessi, si imboccavano reciprocamente."
E' chiaro che il "cibo" può essere inteso in molti modi...
Buona serata,
Antall
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sator

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italy
MessaggioInviato: Ven Apr 23, 18:27:01    Oggetto:  
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Caro Francis, mi ha toccato nell'intimo questa stanza sull'Amore. E soprattutto la vostra domanda "ma come mai un tema così “umano”, e al tempo stesso “intimo”, viene dibattuto in questo spazio virtuale mediatico dedicato agli studi esoterici?".
Credo che la risposta sia già celata - in pieno stile iniziatico - nella domanda stessa.
La parola "amore" è stata assolutamente inflazionata dal nostro mondo di materialità. Ma dire cosa sia l'amore è impossibile. L'Amore va sperimentato. e se ne ricava un segreto incomunicabile. L'Amore va vissuto. E' una situazione composita di sensazioni e emozioni avvampanti, trasformanti, talora trascendenti.e l'Amore va ad agire profondamente su sfere - permettetemi essendo in un salotto - che definirei profondamente animiche (e rinvio alla discussione sul significato di anima). Può esistere su vari livelli, a varie intensità, in varie direzioni. tuttavia credo che solamente quando venga sperimentato il bisogno di totale fusione nella cosa amata (ecco il Desiderio) e sublimazione con essa sino a perdere il senso del limite del proprio sè corporeo si possa avere un lume circa il significato esoterico di Amore. L'Amore è l'energia pura. Quella da cui nasce la vita. E amando ci si modifica talmente tanto da poter guardare con gli occhi del cuore e poter trovare in esso quel Segreto che ci indica l'origine del tutto. Questo è per me uno degli aspetti dell'Amore iniziatico. Vorrei dilungarmi, ma sarebbe un'accozzaglia di pensieri un po sconnessi che non riuscirebbero a trasmettere l'essenza di quello che io realmente credo. E l'incomunicabilità credo sia il primo passo sulla via iniziatica. Dove l'intuizione è la chiave. La parola un mezzo per suscitare la curiosità di raggiungerla.
Spero di non avervi tediato e di essere rimasto nel tema. Altrimenti vi chiedo di cassare queste mie esternazioni.
Vi ringrazio molto. E come di consueto
vi abbraccio.
Sator
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Iside

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italy
MessaggioInviato: Lun Mag 03, 00:27:26    Oggetto:  
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L'uso inflazionato e la poliedricità del significato della parola "Amore" fanno di questo argomento una magnifica tavolozza sulla quale le sfumature trascolorano passandone in rassegna ogni aspetto.Non erano forse i greci ad usare una moltitudine di parole diverse per indicare con precisione il "tipo" di amore cui si riferivano? purtroppo oggi così non è e ci si perde in una giungla di spiegazioni quando si vuol rendere bene l'idea di ciò cui ci si riferisce; succede così perchè quando si parla di AMORE, l'uditorio ha da essere ricondotto al Principio Primo ... altrimenti si corre il rischio di sminuire il messaggio. Eppure basterebbe così poco per sintonizzarsi e com-prendere ...
L'Amore, qualsiasi ne sia l'aspetto, ha una unica fonte. Fonte che non ci appartiene e che si riceve; certo è che nel pronunciare "ti amo" si fa uso della vibrazione della parola ed è allora che ci si apre all'altro e si diffonde, si dona se stessi.
La mia opinione, Francis Drake, è che quando si riceve il privilegio del SENTIRE E PROVARE Amore ci si sente colmi di ciò che si dà all'altro, senza quasi più avvertire il bisogno di voler ricevere; ma il bisogno è pur sempre razionale e noi, in questo abito di minerali che indossiamo, finiamo per subire in modo amplificato l'assenza del "complementare".
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Con perenne e crescente stima
Iside
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Francis_Drake

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MessaggioInviato: Lun Mag 24, 09:33:16    Oggetto:  Amore e "bellezza"
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Per quasi tutti – scrive stamane Francesco Alberoni nel suo corsivo sul ‘Corriere della Sera’ – l’esperienza della bellezza, della rivelazione della bellezza avviene solo eccezionalmente o in certi periodi della vita. E’ quello che provano la madre o il padre quando hanno i bambini piccoli… Ma lo stesso capita quando sei innamorato e osservi incantato il volto, il corpo, il modo di parlare, di camminare della persona amata e sei grato che ti sia stato concesso un tale dono, un tale incredibile privilegio”.

“Ma l’amore – prosegue – ci rende capaci anche di vedere la bellezza del mondo che ci circonda. Qualcuno dice che è una illusione, che quando siamo innamorati proiettiamo sul mondo le nostre fantasie, ma io credo che si potenzino le nostre capacità di vedere e di sentire… Perché ci apre gli occhi, ci spalanca il cuore, ci pone in rapporto diretto con la realtà…”.

Con i loro profondissimi interventi, Messer Sator e Madama Iside avevano colto l’essenziale dell’ amore e perfino dell’ ”Amore”. Ma oggi Alberoni rilancia con altre sfaccettature e approda, niente di meno, alla “bellezza” (forse anche alla “Bellezza”, chissà?) e alla nostra possibilità di percepirla con occhi nuovi e cuore spalancato.

M’è sembrato opportuno condividerlo con Voi, tutti, miei cari Ospiti, solo per dirVi:

Buona settimana!,

Francis_Drake
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MessaggioInviato: Lun Mag 24, 12:24:35    Oggetto:  bellezza
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Generoso Messer Drake,

migliore auspicio di inizio settimana non poteve essere che percorrere i sette giorni della settimana nella bellezza. O almeno anelando ad essa. Quello che colgo è che la bellezza e l'amore spostano il piano della nostra attenzione e ci spostano mettendo in moto anche ciò che propriamente razionale non è.
L'amore ci porta verso l'ordine, l'equilibrio e riduce gli atteggiamenti egotici, in quanto quello che si mette in moto ci permette di percepire e sentire meglio ciò che ci circonda dentro e fuori.
E la cosa straordinaria è che la bellezza la troviamo in tutte le cose, anzi essa risiede già da prima in esse, è anteriore. E quando ci predisponiamo "sentiamo" che ci solleva l'animo e distende la mimica facciale ed allora un saluto è dato a tutti senza nemmeno forzare in quanto siamo collegati.

Buona settimana

sempre con gratitudine

Psello
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MessaggioInviato: Mer Mag 26, 02:32:33    Oggetto:  bellezza e amore
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Carissimi tutti, carissimo Francis.
L'archetipo della bellezza credo sia ciò a cui ogni uomo anche inconsciamente anela. Nel quotidiano, quando ci si trova di fronte a qualcosa che appare ai nostri occhi come "bello", è inevitabile percepire lo scaturire di un sentimento, che, come l'amore, è indescrivibile e segreto, e induce uno stato di benessere.
La Bellezza, Tipheret, è collocata nel parallelismo "uomo-albero della vita" proprio all'altezza del cuore. Dove è l'Amore. E non è forse che sia l'Amore sie la Bellezza debbano essere considerati proprio con gli occhi del cuore?
Riflettendo sul vostro post e sulle parole di Messer Psello riguardo all'attenzione mi veniva spontaneo provare a spostare il punto di osservazione e compiere il cammino a ritroso. Che ne dite se attraverso l'Amore e la Bellezza provassimo ad investigare dov'è e cos'è il Cuore?per cercare di svelare e comprendere quella parte del nostro essere che, colma di energia, ri-conosce l'archetipo e ri-suona quando amiamo o contempliamo il bello. Sarebbe forse un passo in più in quel lungo e aspro cammino di 35cm che separa il cervello dal Vero.
Vi abbraccio
Sator
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Francis_Drake

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italy
MessaggioInviato: Lun Giu 28, 15:08:16    Oggetto:  Un post di Antall
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Ricevo e pubblico questi pensieri su “Concordia, armonia e amore” dell’Ospite Antall, il quale si trova fuori sede e ha difficoltà (soprattutto ieri) ad accedere al Forum. Chi vuole ha la possibilità di fare chiose e commenti o anche critiche, puntualizzazioni e aggiustamenti di tiro.
Buon lavoro!,
F.


Caro Francis,

ti riporto alcuni passi di Raimundo Panikkar tratti da “Concordia e armonia”, Mondadori collana Oscar.

<<Concordia e armonia, rappresenta il sogno dell'umanità, un'utopia, forse, benché le religioni abbiano unanimemente indicato come via alla sua realizzazione la pace, la preghiera e l'amore.
Le tre parole sono strettamente legate tra loro. Senza una vita di preghiera non possiamo sperimentare una vera pace, e in assenza di quest'ultima l'amore non fluisce spontaneamente, non sarà, cioè, vero amore.
Non può esistere un amore vero a comando. L'amore non è "voler" amare. L'amore sfida la volontà
, uno dei dogmi più radicati dell'Occidente che permeano la vita moderna, dalle attività commerciali a quelle politiche, senza risparmiare l'importante campo dell'educazione." [...] In termini filosofici, questo equivale alla priorità attribuita alla causa finale. Sembra che dobbiamo fare tutto avendo in mente uno scopo e cercando di realizzare alcuni obiettivi - con le conseguenti depressioni quando non ci riusciamo. Competitività, conquiste, successo e simili sono gli slogan moderni. questa sindrome si è insinuata tanto profondamente nell'animo della civiltà moderna sopratutto a causa di tre fattori: razionalità, pensiero dialettico e onotologizzazione dell'ordine giuridico.
I tre procedono uniti e si influenzano l'un l'altro. Tutto è intra-relazionato, come riconosce la maggior parte delle tradizioni religiose. Senza questa correlazione intrinseca (pratitiya-samutpada come direbbe un buddhista), il pregare per l'altro potrebbe diventare mera superstizione o magia. Perché mai il moto del nostro spirito dovrebbe raggiungere il nostro vicino? Questa connessione universale è anche l'autentica visione cristiana del Corpo di Cristo e la visione del mondo quale brahmaloka (mondo di Brahaman), come affermano molte tradizioni indiane. La ragione ultima della "legge" del karma consiste in questo.
L'amore non ha un perché, dicono quasi tutte le scuole mistiche. Il Vamgelo cristiano, così come altre tradizioni sacre, ama estendere l'amore anche ai nemici, e afferma che le azioni che non sono mosse da una compassione diretta e immediata non hanno alcun valore - anche se sono compiute per amore di Cristo. Ricordiamo che la Gita ci insegna a compiere le nostre azioni senza guardare al risultato e il Mahabharata ci esorta a far passare il bene a tutti, al di là del fatto che ci amino o meno.
Senza una vita di preghiera tutti i nostri discorsi sulla pace e sull'amore, così come tutti i discorsi sulla libertà, sono solo pensieri non realistici e utopici.
Nel silenzio della preghiera possiamo udire il battito dell'universo e dirigerne il dinamismo in modo non violento verso uno stato più pacifico - poiché la pace non esclude l'azione né l'ordine gerarchico che mantiene l'armonia del mondo, il loka samgraha, per dirlo con parole della Gita.
[...] Soltanto il perdono - che è possibile se l'amore è sostenuto dalla preghiera - infrange la legge del karma e reca pace all'umanità. La strada verso il perdono è la riconciliazione che richiede un incessante dialogo.
Pace, preghiera e amore sono intrinsecamente collegati.>>

Raimundo PanikKar (Barcellona 1918), di padre indiano e madre spagnola, è laureato in filosofia, chimica, teologia e ha insegnato nelle più prestgiose università del mondo. Autore di oltre sessanta libri in varie lingue, ha approfondito lo studio del cristianesimo (è stato ordinato sacerdote nel 1946), dell'induismo e del buddhismo, cogliendone la ricchezza spirituale tanto da considerarsi al contempo cattolico, hindu e buddhista: rappresenta un'indiscussa autorità mondiale nel campo della storia delle religioni, della spiritualità e del dialogo interculturale e interconfessionale. Ha pubblicato per le edizioni Borla, Il silenzio di Dio. La risposta del Buddha, 1992. Per Mondadori ha pubblicato "La dimora della saggezza e il silenzio del Buddha". L'opera omnia è in corso di pubblicazione presso Jaca Book.

Un carissimo saluto,

Antall
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italy
MessaggioInviato: Lun Giu 28, 17:03:43    Oggetto:  
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Carissimo Sir Francis,
ho letto con attenzione questo interessante post sullo scritto di Panikkar. Data l’autorevolezza dell’autore dovrei tacere i commenti, essendo io un signor nessuno, e non vorrei neppure trovarmi a ripetere quanto già scrissi nei due precedenti post di questa stanza. Tuttavia permettemi di avanzare alcune perplessità. Credo che l’affermazione “Senza una vita di preghiera non possiamo sperimentare una vera pace, e in assenza di quest'ultima l'amore non fluisce spontaneamente, non sarà, cioè, vero amore” sia una un po’ limitativa e confinata in un punto di osservazione prettamente religioso. Si dovrebbe prima definire cosa è da intendersi per “amore”. E soprattutto per “volontà”. L’accezione che ritrovo nello scritto di Panikkar mi suona un po’ negativa.
La volontà, invece, è per me sinonimo di Forza che sotto la guida della Sapienza permette di aprire le porte alla Bellezza, all’Amore. E lasciare che il Desiderio prenda vigore.
Similmente non trovo così deleterio l’accostamento tra preghiera e magia. Se il moto del nostro spirito è energia potrebbe davvero essere indirizzato al bene del nostro vicino, permettendogli di rischiarare il cammino nel disegno per lui tracciato dai Superiori Incogniti.
Ma, come tendo sempre a sottolineare, dobbiamo prima intenderci sul significato dei termini che utilizziamo, altrimenti i punti di osservazione divengono difficilmente conciliabili.
Vi prego di correggermi se il tiro è andato fuori dal bersaglio!!!

E tanto per sdrammatizzare un po’ e cambiare il punto di vista sull’Amore – ma mi scuso per la leggerezza - riporto due strofe di una canzone dal titolo “Che cos’è l’Amor”:

Che cos'è l'amor
chiedilo al vento
che sferza il suo lamento sulla ghiaia
del viale del tramonto
all' amaca gelata
che ha perso il suo gazebo
guaire alla stagione andata all'ombra
del lampione san soucì

che cos'è l'amor
chiedilo alla porta
alla guardarobiera nera
e al suo romanzo rosa
che sfoglia senza posa
al saluto riverente
del peruviano dondolante
che china il capo al lustro
della settima Polàr

Vi abbraccio
Sator
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italy
MessaggioInviato: Mer Giu 30, 18:39:27    Oggetto:  amore e volontà
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Casissimo Francis, carissimi tutti, cerco di dare un po’ d’aria al salotto, confidando che il passaggio in questa stanza introduttiva del forum possa invogliare qualcuno degli ospiti a partecipare al dialogo su un argomento per me particolarmente significativo.
Meditando su “amore e volontà” mi sono ritrovato a rileggere uno scritto di M. Scaligero che vi riporto:
“In quanto il pensiero giunga a pensare secondo il proprio puro movimento, implica la cooperazione eterica dei due sistemi di forze, animico-fisico e animico-spirituale: perciò reca potenzialmente la connessione dell’Io con il cuore, ossia con il centro delle correnti eteriche: nel quale Divino e umano si incontrano. La forza che in tal modo si sviluppa, si può ravvisare come un potere di capovolgimento dell’ego, di negazione di sé dell’Io, cioè di donazione tanto più essenziale, quanto più “centrifuga” nella sfera delle tensioni terrestri, normalmente improntate a brama. La forza è correlata all’ “etere del calore” del cuore perché l’accordo tra uomo inferiore e uomo superiore realizzato nell’Io, è un potente moto d’amore della volontà: in essa l’originario calore saturnino diviente terrestre calore d’amore.”

Ecco che la dynamis del volere, che opera come virtù strutturale dell’organismo fisico oltre che come forza vitale e di locomozione, può diventare, sotto la guida di un pensiero liberato, la Forza per sciogliere l’incantesimo di una Materia priva di Spirito. E ritrovare la coscienza perduta, in armonia con le gerarchie superiori da cui si è edificata la corporeità. E ritrovare la propria originaria luce senza lasciarsi traviare dalla materia, che Realtà non è. E raggiungere l’armonia del centro della croce. Dove forse si trova una rosa. Uniformandoci al disegno tracciato da coloro che Invisibili ci osservano, e con la guida dei Maestri-Istruttori, forse possiamo tentare di reintegrare il nostro essere nel Logos-solare e permettere che le forze dell’amore divino originario risorgano come forze dell’amore umano.
Ma tutto questo non può esistere senza l’azione della volontà, sprone costante a sgrossare la pietra, a far cominciare il primo passo del cammino, a mantenere costante l’attenzione, a non farsi soverchiare dal pensiero materiale, ma a guardare verso l’alto, a ritrovare le stelle. Forse è questa la vera Magia.
Un abbraccio
Sator
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